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RIPARTIAMO DALLE RADICI | Il territorio del Ticinese 

Maggio - Giugno 2021

Una nuova rassegna di appuntamenti in presenza che,

in collaborazione con il Centro Culturale delle Basiliche ,

ci accompagneranno alla riscoperta della grande tradizione

classica e dei luoghi che, da sempre, l'hanno accolta e nutrita.

SPETTACOLI TEATRALI 

presso la basilica di San Lorenzo e il Teatro San Lorenzo alle Colonne 

Lettura scenica dell'Antigone di Sofocle
Mercoledì 16 giugno 2021 ore 19:00 e 20.30
Chiesa di Santa Maria presso San Satiro, via Torino 17/19, Milano

Regia: CHRISTIAN POGGIONI

Direzione drammaturgica: ELISABETTA MATELLI

Antigone, l’insuperato capolavoro di Sofocle rappresentato alle Grandi Dionisie del 442 a.C., è la grande tragedia generata dallo scontro inconciliabile tra i familiari e concittadini di Edipo, ognuno dei quali è chiuso nella solitaria certezza delle proprie ragioni, sempre opposte a quelle di un altro. Il dramma è da millenni un riferimento imprescindibile per ogni riflessione sulla giustizia, l’equità, il valore delle leggi scritte e di quelle non scritte, ancora utilissimo alla contemporaneità.

 

Antigone, figlia di Edipo è la protagonista di una vicenda che la contrappone allo zio Creonte, nuovo re di Tebe a seguito dell'assalto alla città, terminato nel duplice omicidio dei due fratelli Eteocle e Polinice, anch'essi figli di Edipo. La trama contrappone l'obbedienza necessaria a una legge scritta - rappresentata dall'editto di Creonte che vieta di seppellire i traditori della patria, quale è Polinice - alla legge universale e divina a cui si appella Antigone che, seppellendo il fratello, sfida la norma stabilita dallo zio sovrano. Il poeta svolge questo mito intrecciando riflessioni su molti temi: le opposizioni tra vita e morte, maschile e femminile, rigidezza e flessibilità morale. Il contrasto tragico, inoltre, è costruito su un impressionante linguaggio performativo che ispira monologhi e dialoghi tra i più importanti e intensi della tradizione classica antica.

Si ricorda che prima delle 18.45 non sarà possibile l'ingresso, per garantire il tranquillo deflusso dei fedeli presenti alla precedente S. Messa

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Lectura Dantis
Giovedì 24 giugno 2021 ore 20.30
Chiesa di Santa Maria presso San Satiro Via Torino 17/19, Milano

Regia e interpretazione: CHRISTIAN POGGIONI

Musiche originali dal vivo: ADRIANO SANGINETO

L’Inferno di Dante ripercorso attraverso la lettura drammatizzata

dei canti più famosi.

Una lettura scenica di forte impatto linguistico e sonoro,

ispirata alla riduzione drammaturgica dell’Inferno dantesco

composta dal poeta Edoardo Sanguineti con il suo stile originale e graffiante

e accompagnata dalle suggestioni sonore di musiche originali eseguite dal vivo.

Nella Commedia vi sono passi, versi, aggettivi, pronomi per i quali sono state fornite

moltitudini di interpretazioni perfettamente inconciliabili fra loro.

Sono stati scritti centinaia di migliaia fra libri, saggi, articoli, apparati di note, dizionari. Uno dei primi a intervenire fu Francesco Petrarca, che rinfacciava a Dante, morto da meno di quarant’anni, l’entusiasmo dozzinale degli osti e dei tintori fiorentini che ne blateravano le terzine storpiandole.

Anche noi, come i “profani” fiorentini del 1300, ci siamo impadroniti di queste terzine entusiasmandoci, a volte storpiandole e tradendole ma con il desiderio di regalare al pubblico l’esperienza intensa dei “sacri” versi farsi carne e voce, azione e suono.

Come a un novello Dante auguriamo dunque anche a voi spettatori, un buon cammino attraverso i gironi della prima Cantica della Commedia. Prima di uscire a riveder le stelle, come già accadde a Dante anche voi verrete interpellati da una moltitudine di dannati, che con parole disperate, irriverenti, nostalgiche o sacrileghe, ma sempre umanissime, vi racconteranno la storia della loro vita, il peccato che li dannò, il desiderio di essere ricordati nel dolce mondo.

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Apologia di Socrate di Platone
Giovedì 15 Luglio 2021 ore 20.30
Chiesa di Santa Maria presso San Satiro Via Torino 17/19, Milano

Regia e interpretazione: CHRISTIAN POGGIONI

Musiche originale "Requiem for Socrates": IRINA SOLINAS

Scenografia e costumi: AURÉLIE BORREMANS

Se credete, col condannare a morte uomini, di impedire a qualcuno

di rimproverarvi perché non vivete in modo retto, voi non pensate bene;

a un uomo giusto, infatti, non può capitare nessun male, né in vita né in morte.

 

L’evento cui si riferisce l’Apologia è l’autodifesa che Socrate pronunciò

davanti ai giudici di Atene nel 399 a.C. Platone ne fu testimone oculare.

Socrate, vittima di una congiura politica, è accusato di empietà

e di corrompere i giovani. Per questo è condannato a morte.

È questo di Platone il dialogo politico per eccellenza, che vede di fronte un uomo e la sua comunità nel drammatico confronto sul senso di vivere personale e politico.

La rappresentazione ruota attorno al dialogo tra Socrate, i suoi accusatori e i 500 giudici della polis che, nello spettacolo, prendono simbolicamente vita grazie alla presenza del pubblico stesso.

L’Apologia, i cui toni drammatici sono costantemente stemperati dall’inesauribile ironia del filosofo ateniese, ripropone al pubblico contemporaneo lo stile della dialettica socratica, strumento indispensabile per la ricerca della conoscenza e la definizione dei valori.

Il rapporto tra Socrate, i suoi accusatori e i giudici ateniesi, crea un contrasto drammatico tra l’attore e il pubblico, direttamente chiamato in causa dalle domande e dalle provocazioni del maestro, le cui parole risuonano attuali qui e oggi non meno che nell’aria corrotta dell’Atene di allora.

La nostra Atene ha oggi un suo Socrate da ascoltare?

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