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INFO & PRENOTAZIONI: + 39 351 5142448 | direzione@kerkis.net

PRIMAVERA 2023

TRADIMENTI. DA ERODOTO A CECHOV

6 febbraio | ore 17:00 TEATRO PIME

 


8 febbraio | ore 15:00 TEATRO CARCERE DI OPERA

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO IL 25 GENNAIO 2023 ALL’INDIRIZZO direzione@kerkis.net

Uno spettacolo incalzante che alterna atmosfere drammatiche, comiche e poetiche in un inaspettato viaggio alla scoperta del tradimento nella storia, nella letteratura e nella vita di ognuno di noi. Brani da Erodoto, Catullo, Boccaccio, Shakespeare, Manzoni, Cechov, Totò... Per amore o per invidia, per bramosia di potere o per avidità, per viltà o per un ideale: il tradimento è un’esperienza a cui raramente la vita di un uomo può sottrarsi. Da Caino a Bruto, da Cristo a Gandhi, dagli spartani delle Termopili ai combattenti di Stalingrado: eroi traditi e odiosi traditori costellano i secoli e la letteratura. Le loro storie raccontano l’inevitabile e drammatico scontro tra la viltà e la dignità umana.

REGIA E INTERPRETAZIONE Christian Poggioni
TESTI DA Catullo, Boccaccio Totò, Erodoto, Gandhi, Manzoni, Cechov e altri

AGAMENNONE DI ESCHILO
14 marzo | ore 15:00 TEATRO CARCERE DI OPERA 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO IL 25 FEBBRAIO 2023 ALL’INDIRIZZO direzione@kerkis.net

16 marzo | ore 20:30 TEATRO PIME

 

L’Agamennone di Eschilo è una delle più grandi tragedie dell'antichità classica, il cui senso può essere colto nel contesto della trilogia Orestea di Eschilo di cui rappresenta la prima opera. Un ineluttabile fato pesa sul destino di Agamennone, che - tornato vincitore dalla guerra di Troia - viene punito con uno studiato omicidio dalla moglie Clitemnestra per aver sacrificato per una ragione di stato la figlia Ifigenia sull’altare di Artemide, così da avere i venti favorevoli per salpare da Aulide verso Troia. Da qui ha inizio una catena inestricabile di delitti, ciascuno dei quali richiama una nuova vendetta. Questo dramma è funzionale al tema della legge della città in contrapposizione alla giustizia personale che cerca vendetta, che emerge nella terza tragedia della trilogia.

DRAMMATURGIA Elisabetta Matelli
REGIA Christian Poggioni
RIALLESTIMENTO Eri Çakalli
CON gli attori del cast under 30 di Kerkís. Teatro Antico In Scena

Festival THAUMA 2023. IX EDIZIONE

23-24 marzo  Teatro Pime
25 marzo | ore 15:00

UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE (premiazione)

Una gara di “Teatro Antico In Scena” per le scuole superiori. Si ammetteranno fino a 12 Scuole concorrenti per rappresentare un dramma ispirato dal teatro greco o latino, davanti a una giuria professionista e a una giuria popolare per promuovere la sensibilità e l’interesse dei giovani verso i grandi capolavori del teatro antico in cui si riconoscono le radici culturali della nostra civiltà occidentale, punti di riferimento ancora forti per il mondo giovanile, che offrono conoscenze ed esperienze utili per affrontare le grandi complessità del vivere contemporaneo. Si immagina che lo studente delle scuole superiori possa affrontare un’esperienza divertente e al tempo stesso altamente formativa sul piano culturale e sociale: potrà così riconoscere come la messinscena aiuti la comprensione di un testo drammatico e come, di rimando, la comprensione della drammaturgia del testo originale e lo studio attento della lingua possano dare grande efficacia alla realizzazione teatrale.

LA NOTTE DEGLI ULIVI

DI ÉRIC-EMMANUEL SCHMITT

29 marzo | ore 15:00 TEATRO CARCERE DI OPERA

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO IL 25 MARZO 2023 ALL’INDIRIZZO direzione@kerkis.net

30 marzo | ore 20:30 TEATRO PIME

Érich-Emmanuel Schmitt racconta la storia universalmente nota di Jeshua (Gesù di Nazareth) da un’angolazione originale e provocatoria: il suo è un Jeshua dal volto profondamente umano, che esprime una istintiva gioia di vivere e una dolorosa angoscia di fronte alla morte. È un ebreo che, vissuto in una Galilea dove pullulavano i falsi Messia, per primo dubita, si interroga, vive un conflitto lacerante tra l’umano e il divino.

REGIA E INTERPRETAZIONE Christian Poggioni

BACCANTI DI EURIPIDE

27 aprile | ore 20:30 Teatro Pime

29 aprile | ore 20:30 | 30 aprile | ore 17:00

TEATRO SAN LORENZO ALLE COLONNE


Una messa in scena innovativa e sperimentale di uno dei più importanti testi tragici nella storia del teatro occidentale: la tragedia Baccanti di Euripide, nella quale è protagonista Dioniso – dio delle trasformazioni e del teatro. La realizzazione valorizza il messaggio misterico di questo dramma che contrappone Dioniso a Penteo, re di Tebe e suo cugino. Le Baccanti d’Asia che fanno parte del seguito sacro di Dioniso, giunto da Oriente ad Atene da dio “trasformato in uomo”, si contrappongono alle Baccanti del Citerone, che cercano una libertà dalla rigida sottomissione maschile, ma sono prive di fede nel dio. In questa condizione, esse trasfigurano la realtà in modo allucinato e la madre di Penteo, Agave, arriva a compiere l’efferato omicidio del figlio, scambiato per un giovane leone selvatico. Il linguaggio religioso delle Baccanti d’Asia è tradotto in italiano con il linguaggio di Jacopone da Todi, secondo la studiata traduzione di Ezio Savino di estrema efficacia scenica, che permette di comprendere la fortuna cristiana di questo testo.

TRADUZIONE Ezio Savino
DIREZIONE DRAMMATURGICA Elisabetta Matelli
REGIA Christian Poggioni
RIALLESTIMENTO Eri Çakalli
CON gli attori del cast under 30 di Kerkís. Teatro Antico In Scena

ELENA DI EURIPIDE

Replica mattutina in fase di definizione

10 maggio | ore 20:30 TEATRO PIME

12 maggio | ore 15:00 TEATRO CARCERE DI OPERA 

Evento inserito nel progetto "A REGOLA D’ARTE: beni culturali e arti performative come veicolo di inclusione, socialità e partecipazione"

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO IL 25 APRILE 2023 ALL’INDIRIZZO direzione@kerkis.net

Secondo questa versione alternativa del mito di Elena, la splendida figlia di Tindaro non andò mai a Troia con Paride, ma avvolta da una nube venne portata in Egitto per volere di Era. Al posto della vera Elena, a Troia era stato invece inviato un suo ‘doppio’, un eidolon, una nuvola con le sue medesime sembianze. La guerra di Troia venne dunque inconsapevolmente combattuta "per una nuvola": causa evanescente, inconsistente. A metà tra tragedia e commedia, il dramma prende avvio quando, dopo la morte del buon re Proteo, sale sul trono il figlio Teoclimeno che cerca di ottenere le nozze con Elena. Contemporaneamente, però, Menelao naufraga proprio sulla costa dell'Egitto. Egli si troverà nell’improbabile situazione di dover distinguere la vera Elena da quella falsa, dando luogo a una comicissima serie di equivoci.

DIREZIONE DRAMMATURGICA Elisabetta Matelli
REGIA Christian Poggioni
RIALLESTIMENTO Eri Çakalli
CON gli attori del cast under 30 di Kerkís. Teatro Antico In Scena

IFIGENIA IN TAURIDE DI EURIPIDE

26 - 27 maggio | ore 20:30 TEATRO PIME

Evento inserito nel progetto "A REGOLA D’ARTE: beni culturali e arti performative come veicolo di inclusione, socialità e partecipazione"

Euripide presenta qui un episodio successivo a quello della tragedia Ifigenia in Aulide, secondo cui Ifigenia, figlia di Agamennone, era stata vittima della ‘ragione di stato’ del padre, che l’aveva sacrificata su un altare per permettere la partenza dei Greci alla volta di Troia, come richiesto da Artemide. In realtà, Ifigenia era stata portata in salvo dalla dea stessa, nella regione dei Tauri sul Mar Nero, dove alla fanciulla è affidato, dal superstizioso re Toante, il compito di sacrificare alla dea tutti gli stranieri che approdano nella regione. La trama si apre nella giornata in cui suo fratello Oreste con il fedele amico Pilade, dopo una lunga navigazione, arrivano proprio lì con il compito di rubare la statua di Artemide, secondo precisi ordini di Apollo, e vengono catturati per essere sacrificati. Dopo una fortissima tensione drammatica e una lunga serie di equivoci che talora sfiorano la comicità, avviene il riconoscimento tra il fratello e la sorella creduta morta, la quale - dopo aver rischiato di ucciderlo - lo salva; Ifigenia, Oreste e Pilade progettano la fuga tornando in patria, dove può avere finalmente fine la lunga catena di omicidi che ha straziato per generazioni la casa degli Atridi. La crudeltà del sacrificio umano rappresenta il nodo tragico di questo dramma, dove la crudeltà in uso presso i Tauridi viene accostata a quella, non meno grave, interna alla faida familiare della casa degli Atridi, dove Oreste si era macchiato dell’omicidio della madre Clitemnestra, la quale aveva a sua volta vendicato il sacrificio della figlia Ifigenia uccidendo il marito Agamennone, considerato responsabile, senza poter immaginare che la fanciulla era stata salvata dalla dea ed era in Tauride. Nei momenti più intensi, la tragedia viene alleggerita da sorprendenti escamotage propri del genere tragicomico, che impegnano in un’adeguata interpretazione anche gli attori in scena.

 

REGIA Christian Poggioni
DIREZIONE DRAMMATURGICA Elisabetta Matelli
CON gli attori del Corso di Alta Formazione Teatro Antico In Scena ed. 2023

AUTUNNO 2023

 

12 ottobre | ore 17:30

FESTIVAL RHESEIS. MONOLOGHI A CONFRONTO

Teatro San Lorenzo alle Colonne

Una competizione attoriale per giovani anche senza esperienza teatrale, a cui è chiesto di recitare un monologo tra i 2 e i 6 minuti. A valutare i primi tre vincitori sarà un giuria professionale e una giuria popolare.

GIURIA professionisti scelti e giuria popolare scelta tra i soci volontari

CONCORRENTI soci volontari di Kerkís. Teatro Antico In scena

Euripide presenta qui un episodio successivo a quello della tragedia Ifigenia in Aulide, secondo cui Ifigenia, figlia di Agamennone, era stata vittima della “ragione di stato” del padre, che l’aveva sacrificata su un altare per permettere la partenza dei Greci alla volta di Troia, come richiesto da Artemide. In realtà, Ifigenia era stata portata in salvo dalla dea stessa, nella regione dei Tauri sul Mar Nero, dove alla fanciulla è affidato, dal superstizioso re Toante, il compito di sacrificare alla dea tutti gli stranieri che approdano nella regione. La trama si apre nella giornata in cui suo fratello Oreste con il fedele amico Pilade, dopo una lunga navigazione, arrivano proprio lì con il compito di rubare la statua di Artemide, secondo precisi ordini di Apollo, e vengono catturati per essere sacrificati. Dopo una fortissima tensione drammatica e una lunga serie di equivoci che talora sfiorano la comicità, avviene il riconoscimento tra il fratello e la sorella creduta morta, la quale - dopo aver rischiato di ucciderlo- lo salva; Ifigenia, Oreste e Pilade progettano la fuga tornando in patria, dove può avere finalmente fine la lunga catena di omicidi che ha straziato per generazioni la casa degli Atridi. La crudeltà del sacrificio umano rappresenta il nodo tragico di questo dramma, dove la crudeltà in uso presso i Tauridi viene accostata a quella, non meno grave, interna alla faida familiare della casa degli Atridi, dove Oreste si era macchiato dell’omicidio della madre Clitemnestra, la quale aveva a sua volta vendicato il sacrificio della figlia Ifigenia uccidendo il marito Agamennone, considerato responsabile, senza poter immaginare che la fanciulla era stata salvata dalla dea ed era in Tauride. Nei momenti più intensi, la tragedia viene alleggerita da sorprendenti escamotage propri del genere tragicomico, che impegnano in un’adeguata interpretazione anche gli attori in scena.

REGIA: Christian Poggioni
TRADUZIONE: Elisabetta Matelli
CON: gli attori del Corso di Alta Formazione Teatro Antico In Scena ed. 2022

ANTIGONE DI SOFOCLE  

Giovedì 16 novembre | ore 15:30 | 20.30 TEATRO PIME

Venerdì 17 novembre | ore 15:00 TEATRO CARCERE DI OPERA

 

Antigone, figlia di Edipo, dà il nome alla tragedia rappresentata per la prima volta ad Atene alle Grandi Dionisie del 442 a.C. ed è la protagonista di una trama che la contrappone allo zio Creonte a seguito dell’assalto di Tebe da parte di Polinice con l’esercito argivo, terminato nel duplice omicidio dei due fratelli Eteocle e Polinice, anch’essi figli di Edipo. La trama contrappone l’obbedienza necessaria a una legge scritta rappresentata dall’editto di Creonte che vieta di seppellire i traditori della patria, quale è Polinice, alla legge universale e divina a cui si appella Antigone che, seppellendo il fratello, sfida la norma stabilita dallo zio sovrano. Il poeta svolge questo mito intrecciando le riflessioni su molti temi, che in bocca ai personaggi permettono di approfondire anche altri temi esistenziali: le opposizioni vita e morte, “maschile” e “femminile’, rigidezza e flessibilità morale. Il contrasto tragico dà forma a un impressionante linguaggio performativo che ispira canti corali, monologhi e dialoghi offrendo didascalie importanti per resa scenica.

DRAMMATURGIA Elisabetta Matelli

REGIA Christian Poggioni

 STUDIO PER LA MESSA IN SCENA DELLA COMMEDIA LISISTRATA DI ARISTOFANE

Laboratorio di Drammaturgia Antica dell’Università Cattolica

Giovedì 14 dicembre | ore 17.00 TEATRO PIME

Venerdì 15 dicembre | ore 15.00 TEATRO CARCERE DI OPERA 

Giovani attori si esibiscono con la guida di Christian Poggioni, mostrando al pubblico il graduale percorso di tecnica attoriale che conduce a interpretare in scena una delle commedie più divertenti e “morali” della storia del teatro di ogni tempo, Lisistrata di Aristotele, che era andata in scena in un anno difficilissimo di Atene, il 411 a.C.: guerra e crisi politica attanagliavano la città. In una coinvolgente lezione-spettacolo, sfidando la potenza espressiva della libertà di parola propria della commedia, daranno corpo, voce e caratteri ai personaggi, di cui sono protagoniste le donne dei due paesi in guerra, con uno scopo comune: raggiungere la pace.

DIREZIONE Christian Poggioni con Elisabetta Matelli

CAST attori under 30

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