LA NUOVA STAGIONE AUTUNNALE 2021

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Regia di: Christian Poggioni

Musiche originali: Paolo Tortiglione

Scenografia e costumi: Dino Serra

Antigone è la grande tragedia generata dallo scontro inconciliabile tra i familiari e concittadini di Edipo,

ognuno dei quali è chiuso nella solitaria certezza delle proprie ragioni, sempre opposte a quelle di un altro. Il dramma è da millenni un riferimento imprescindibile per ogni riflessione sulla giustizia, l’equità, il valore delle leggi scritte

e di quelle non scritte, ancora utilissimo alla contemporaneità. La trama contrappone l’ obbedienza necessaria a una legge scritta alla legge universale. Il poeta svolge questo mito intrecciando riflessioni sulle opposizioni tra vita e morte, maschile e femminile, rigidezza e flessibilità morale. Il contrasto tragico, inoltre, è costruito su un impressionante linguaggio performativo che ispira monologhi e dialoghi tra i più importanti e intensi della tradizione classica antica.

 

Riallestita da Christian Poggioni con attori under 30, diplomati al Corso di Alta Formazione Teatro Antico in Scena dell’Università Cattolica di Milano,

Le musiche sono di Paolo Tortiglione, scenografia e costumi di Dino Serra.

 
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Regia e interpretazione: Christian Poggioni

Musica originale: Irina Solinas

Costumi: Micaela Sollecito

Il dialogo platonico dedicato all’amore si presenta come una raffinata conversazione – forse la più bella conversazione della storia della letteratura – fra spiriti eccellenti.

 

Atene, 416 a.C. Il poeta Agatone con il suo primo dramma teatrale vince le gare tragiche. Per festeggiarlo, il fiore degli intellettuali ateniesi viene invitato ad un simposio, il banchetto rituale durante il quale i convitati bevono vino, cantano, ascoltano musica e discutono di svariati argomenti. Tra i presenti, oltre ad Agatone, troviamo Socrate, il suo allievo Fedro, il commediografo Aristofane, il politico Pausania, il medico Erissimaco e il giovane rampante Alcibiade.

 

Uno dopo l’altro, prendono la parola per celebrare la potenza inesauribile di Eros. Attraverso le loro voci, Platone offre uno straordinario affresco della sensibilità greca nei confronti dell’amore: le due forme di Afrodite, il mito dell’androgino, la morbidezza e l’asprezza di Eros, la natura del desiderio. Infine affida a Socrate e a una donna,

la sacerdotessa Diotima, il compito di schiudere i segreti ultimi di Eros e del suo manifestarsi nel mondo.

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Testo e traduzione originale: Elisabetta Matelli

Musiche di: Adriano Sangineto

Strumenti di: Michele Sangineto

La messinscena, strutturata in due parti distinte e complementari, prende vita dalla ricostruzione di alcuni frammenti appartenenti all’Andromeda di Euripide, antica tragedia perduta, e dallo studio di un quadro rinascimentale di Piero

di Cosimo che rappresenta gli snodi principali della vicenda. Grazie ad un attento percorso di ricerca, lo spettacolo offre una varietà di arti performative in grado di spaziare dalla lettura scenica di un avventuroso mito all’arcano suono di strani strumenti antichi presenti nel quadro e ricostruiti da un’audace arte liutaia: esperti musicisti e attori intrecciano le loro arti comunicando al pubblico conoscenze ed emozioni rare. La lettura dà vita ai diversi quadri presenti

nel dipinto Perseo libera Andromeda del 1513, che in successione narrano le principali scene del mito

(ricreando l’esperienza di un Tableau Vivant).

 

Riallestimento con nuovo cast di attori under 30. Testo e traduzione originale di Elisabetta Matelli.

Musiche di Adriano Sangineto, strumenti di Michele Sangineto.

 

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Regia di: Christian Poggioni

Riallestimento a cura di: Federica Gurrieri

Traduzione: Ezio Savino 

Costumi e scene: Dino Serra

La caricatura comica del personaggio misantropico protagonista di questa commedia (l’unica ad essersi conservata integralmente del poeta greco Menandro, IV sec. a.C.) propone un archetipo destinato ad avere grande fortuna

in epoche successive. In particolar modo la commedia di Menandro, insieme alla comicità della caricatura di questo difetto umano, offre spunti di riflessione importanti anche sui temi dell’amicizia, del matrimonio come autentico legame d’amore, del rapporto generazionale tra padre e figlio, della possibilità di superare le distanze e le diversità

tra le classi sociali.

 

Riallestimento di Federica Gurrieri con nuovo cast di attori under 30, diplomati al Corso di Alta Formazione Teatro Antico in Scena dell’Università Cattolica di Milano. Costumi e scene di Dino Serra. Traduzione di Ezio Savino.

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Idea e drammaturgia: Elisabetta Matelli

Direzione del lavoro di Pantomima: Lorenzo Fileppo

Ideazioni musicali di Adriano Sangineto

Coreografia di: Ilaria Suss 

Uno spettacolo sperimentale di teatro-danza che utilizza le forme musicali e coreografiche dell’attuale Tip-Tap per far rivivere il famoso genere della pantomima romana, dedicandola al toccante mito di Ione, figlio di Apollo e Creusa,

con un testo che sorprende per il magistrale intreccio di situazioni tragiche, comiche e ironiche. Una sperimentazione accurata e creativa, che si affida al linguaggio del corpo e della musica come comunicazione eterna e universale.

 

Prima assoluta da un’idea e drammaturgia di Elisabetta Matelli, che dirige il lavoro sulla pantomima romana

con Lorenzo Fileppo, ideazioni musicali di Adriano Sangineto, coreografie di Ilaria Suss. Coro di attori under 30, diplomati al Corso di Alta Formazione Teatro Antico in Scena dell’Università Cattolica di Milano.

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Lezione-spettacolo conclusiva del Laboratorio di Drammaturgia Antica.

 
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Traduzione: Massimo Cazzulo 

Regia: Ermelinda Çakalli

Costumi: Chiara Barlassina

Con: Marta Banfi, Eleonora Fedeli, Giulia Quercioli, Federica Scazzarriello

Un testo contemporaneo firmato dal poeta greco Ghiannis Ritsos e poco noto al pubblico italiano. L’autore dipinge,

con questo testo, le atmosfere e i ricordi di una comunità greca degli anni della sua giovinezza attraverso voci femminili. Tra i temi fondamentali, trattati con grande leggerezza e sensibilità: la solitudine della vecchiaia, l’assenza,

la perdita e l’eterna attesa.

L’antica esperienza del coro greco di voci femminili ritorna viva in questa nuova veste contemporanea e senza tempo.

 

Prima assoluta da una nuova traduzione di Massimo Cazzullo per la regia di Ermelinda Çakalli, regista di origine albanese, con le interpretazioni di Marta Banfi, Eleonora Fedeli, Giulia Quercioli, Federica Scazzarriello. I costumi e gli oggetti di scena sono di Chiara Barlassina.