KERKÍS. Teatro Antico In Scena ospite alla XVIII edizione di Velia Teatro 2015 dal 3 al 5 Agosto 2015

Al via anche quest’anno VeliaTeatro 2015 per la XVIII Edizione nel  Parco Archeologico di Elea-Velia, Salerno.

Sette appuntamenti dal 3 al 22 agosto. Novità: la sperimentazione delle università Cattolica di Milano e Carlo Bo di Urbino. La commedia di Plauto e Aristofane, le suggestioni platoniche, la dimensione tragica e più profondamente umana del passato classico. Elementi caratterizzanti VeliaTeatro 2015, il festival dedicato al teatro antico nello scenario dell’acropoli del Parco Archeologico di Elea-Velia, ad Ascea (Sa), nel Cilento. Allo spirito e alla verve del più noto commediografo latino si aggiunge il più sofisticato e riflessivo universo umoristico del maggiore autore comico della Grecia antica. E in questo contesto c’è spazio anche per un’originale ripresa dei grandi temi euripidei, per una calda rilettura della figura dell’imperatore Adriano e per un momento di confronto e meditazione con il filosofo dei dialoghi, Platone, e con il suo Socrate.

Si inizia lunedì 3 agosto con «Anfitrione», commedia di Plauto, composta verso la fine del III sec. a.C., rappresentata da «Kerkís. Teatro Antico In Scena» nell’ambito del Corso di Alta Formazione Teatro Antico in Scena dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, per la regia di Christian Poggioni e con la direzione drammaturgica di Elisabetta Matelli. La “tragicommedia”, come la definisce lo stesso autore latino, che narra, tra scene farsesche e parodie, la nascita del semidio Eracle, l’eroe greco prodigiosamente concepito da Giove, il re degli dèi, e Alcmena, donna mortale, moglie di Anfitrione, re di Tebe. Introduce la rappresentazione un intervento di Elisabetta Matelli, docente di Storia del teatro greco e latino all’Università Cattolica di Milano e presidente dell’associazione «Kerkís. Teatro Antico In Scena».

Nella seconda serata, martedì 4 agosto, spazio al teatro di matrice filosofica, grazie alla messa in scena di «Apologia di Socrate», spettacolo tratto dal dialogo di Platone, con la direzione e l’interpretazione di Christian Poggioni. È l’autodifesa di un uomo retto, vittima di una congiura politica, accusato di corrompere i giovani e commettere empietà con il suo pensiero e i suoi insegnamenti. Uno spettacolo-processo, che mostra le dinamiche tra il maestro e i suoi giudici, in un intenso scambio tra l’attore e il pubblico chiamato idealmente a rispondere a domande e provocazioni, oggi come fu nell’Atene del 399 a.C. Precede lo spettacolo un breve incontro con Franco Ferrari, professore di Storia della filosofia antica all’Università di Salerno, tra i massimi studiosi di Platone, dal titolo «Il processo a un uomo giusto: l’Apologia di Socrate».

Mercoledì 5 agosto, si passa al genio della commedia ellenica, Aristofane: sul palco «Le Rane», l’opera che l’autore greco presentò nell’Atene del 405 a.C. è il secondo appuntamento con «Kerkís. Teatro Antico In Scena», sempre con la regia di Christian Poggioni e la direzione drammaturgica di Elisabetta Matelli che introduce lo spettacolo con un breve intervento. Come risposta alla crisi che attanaglia la città, il dio Dioniso va in missione nell’oltretomba: obiettivo far risorgere il teatro riportando in vita Euripide, sommo poeta. Un testo denso di riflessioni politiche, morali e poetiche, capace di parlare ancora al pubblico contemporaneo.

 

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