

ANTIGONE
Sofocle
OSOPPO THEATRE VALENTINA CORTESE
27, 28*, 29 aprile 2027 ore 20:30
THEATRE OF MILAN OPERA PRISON
17th October 2025 at 15:00
Reservations required (03/10): send an email to direzione@kerkis.net indicating your name, surname, place and date of birth and attaching a scanned PDF of your identity document.
PIME THEATRE
23rd October 2025 at 15:30* e 20:30
*subject to a minimum number of participants
The last tragedy of the Oresteia, the Eumenides begins at a climactic moment for the house of Atreus: Orestes has killed his mother Clytemnestra to avenge the murder of his father Agamemnon and is persecuted by the Furies, wild and relentless female goddesses who punish those who have killed a relative.
Apollo is Orestes' defender. In Athens, on the Areopagus, before the goddess Athena, a trial is held in which the rights of the mother and the father, of the feminine and the masculine, are compared with two points of view that still often clash today.
STAGE DIRECTION Christian Poggioni
DRAMATURGICAL DIRECTION Elisabetta Matelli
RE-STAGING Eri Çakalli
MUSIC Paolo Tortiglione
CHORUS Lucia Amarilli Sala
SET DESIGN Claudia Fichera
STARRING the student actors of the Advanced Training Course "Corso di Alta Formazione Teatro Antico in Scena", 2025 edition
Guardatemi, signori di Tebe,
unica rimasta della stirpe regale,
quali patimenti soffro e da chi, per aver onorato la pietà!
Due fratelli caduti nello scontro fratricida per il potere; un editto di Creonte che concede gli onori di sepoltura a Eteocle e li nega a Polinice, marchiato come traditore della patria.
Di fronte a questo comando si erge la voce di Antigone: una ribellione in nome delle leggi non scritte, dell’etica e del legame viscerale con il proprio sangue (gènos). Dalla sua scelta scaturisce un conflitto insanabile: tra individuo e potere, tra il dovere dello Stato e le ragioni del cuore, ma anche tra Antigone e la sorella Ismene, divisa tra terrore e sottomissione.
Una potente ironia tragica riannoda i fili con l’Edipo Re: laddove il padre cieco, prossimo all’esilio, implorava Creonte di proteggere le figlie ritenendo che i maschi avrebbero saputo badare a se stessi, il destino ribalta ogni previsione. Sono proprio i fratelli a distruggersi reciprocamente, lasciando interamente sulle spalle di Antigone e Ismene il peso morale e la memoria della stirpe.
La nostra messinscena dà voce anche al dramma speculare del potere: la cupa solitudine di Creonte, sovrano prigioniero della propria inflessibilità, che scoprirà troppo tardi e a carissimo prezzo come l’arbitrio della legge umana non possa mai recidere impunemente i vincoli sacri e non scritti del divino.
*possibile attivazione di una matinée previo raggiungimento del numero minimo di partecipanti
REGIA Christian Poggioni
TRADUZIONE E DIREZIONE DRAMMATURGICA Elisabetta Matelli
RIALLESTIMENTO Eri Çakalli
MUSICHE Paolo Tortiglione
SCENE Dino Serra
COSTUMI Chiara Barlassina
CON Andrea Antonioli, Roberto Bernasconi, Benedetta Drago, Matteo Fasolini, Francesca Ferrari, Tancredi Greco, Nour Hajjar,
Giada Kogoj, Giacomo Lisoni, Giulio Pullano, Francesca Redaelli, Tommaso Vailati, Lisa Zanzottera














