

PROCESSO SIMULATO
IL REGOLO DI PIOMBO: piegare la legge o spezzare la giustizia?
dall'orazione XIII di Lisia, Contro Agorato
CON IL CONTRIBUTO DI

TEATRO DELLA CASA DI RECLUSIONE DI MILANO-OPERA
6 marzo 2026 - ore 10:30 e 14:00
PRENOTAZIONI CHIUSE
Un progetto ideato ad hoc per il contesto della Casa di Reclusione di Milano-Opera, il Processo simulato ogni anno coinvolge il pubblico come assemblea giudicante, modellata su quella che anticamente operava in Atene, e lo chiama a esprimere il proprio voto su un caso giudiziario reale o fittizio trattato da retori antichi.
Dopo la lettura del verdetto, si apre una discussione moderata da docenti, penalisti ed esperti di diritto antico e contemporaneo.
Il Caso: Agorato e la difficile controversia
Nel 404 a.C. Atene è in ginocchio, occupata da Sparta e governata dai Trenta Tiranni. Agorato, un uomo di umili origini, si presta come strumento del regime: denuncia i generali e i tassiarghi democratici, i pilastri della resistenza cittadina. Grazie alla sua parola, essi vengono arrestati, condannati senza appello e giustiziati.
Circa quindici anni dopo la democrazia è tornata, ma è ferita. Agorato viene portato in tribunale. Lo scontro non riguarda solo un uomo, ma una controversia radicale tra due visioni inconciliabili della civiltà:
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L’Accusa sostiene che la giustizia non possa essere ostaggio dei cavilli. Agorato è un fabbricante di morte: il suo crimine, pubblico e atroce, resta eterno e manifesto anche a distanza di quindici anni. Il dovere verso le vittime prevale su ogni accordo formale.
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La Difesa invoca il valore dell’amnistia ("non ricordare il male"), il patto solenne siglato per impedire la guerra civile permanente. Assolvere Agorato non è un atto di clemenza, ma un atto di fedeltà alla legge: senza il rispetto dei patti, la città non ha futuro.
Il nucleo della controversia è la scelta tra la Giustizia Sostanziale (punire il male oggettivo che ha una permanente ‘flagranza’) e la Certezza del Diritto (rispettare la prescrizione di un reato per la lontananza nel tempo e il patto di pace, anche se amaro).